Essa dorme.
Io non la sveglio. Perché non la svegli?
E’ la mia infelicità e la mia felicità insieme.
Sono felice perché non la posso svegliare, perché non posso mettere il piede sulla soglia ardente della sua casa, perché non conosco la via che porta alla sua casa, perché non conosco la direzione in cui si trova la via, perché non faccio che allontanarmi da lei, impotente come una foglia che, al vento d’autunno, si allontana dal suo albero, e, peggio ancora: non sono mai stato attaccato a quell’albero, sono una foglia al vento d’autunno, ma non ho mai appartenuto a nessun albero.
– Sono felice di non poterla svegliare. Che cosa farei s’ella si alzasse, se si levasse dal suo giaciglio, se io mi destassi dal mio giaciglio, il leone dal suo giaciglio, e i miei ruggiti penetrassero nei miei timidi orecchi?
fotografia: © Salvatore Vitale 2011 http://www.kaleakte.altervista.org/
Testo: Franz Kafka